Opere Sonore, uno sviluppo sostenibile

Dal 30 maggio al 5 giugno si terrà la “Settimana Europea per lo Sviluppo Sostenibile” ed Opere Sonore vi si rispecchia in tutto e per tutto.

Pochi sanno infatti che i diffusori in legno di risonanza necessitano di circa 1/5 di energia elettrica per generare una pari quantità di decibel rispetto ai diffusori tradizionali.

Questo ci porta a una riflessione in ottica futura: se tutti i diffusori nel mondo fossero in legno di risonanza, vi sarebbero dei risparmi in termini energetici enormi. Di sicuro la strada è molto lunga ma non si sa mai.

Inoltre i sistemi sono costruiti in legno (di risonanza appunto) quindi con un materiale biodegradabile, ma soprattutto con una prospettiva di vita di oltre un secolo, se curato e custodito come un vero violino. Nel processo di realizzazione di un sistema Opere Sonore l’utilizzo di materiali derivati dal petrolio (plastiche, polimeri, gomme, ecc.) e di metalli o leghe, la cui estrazione e produzione richiede un utilizzo di molta energia, è ridotta dal 60% al 90% rispetto a quella di un diffusore tradizionale, i quali di solito sono composti interamente da questi materiali. Una bella differenza!

Inoltre in Val di Fiemme, la filiera legata alla foresta e al legname ha una tradizione di oltre 900 anni, grazie alla Magnifica Comunità di Fiemme, un ente che salvaguarda, tutela e cura i boschi della valle dolomitica, essendo un patrimonio per la comunità stessa e le generazioni future. Questa è la grande differenza nel modo di pensare tra questo ente e le grandi multinazionali. “Oggi taglio, domani pianto un altro albero, tra 150 anni i miei discendenti taglieranno questo albero e ne pianteranno un’altro.”

Questa filosofia ha accompagnato la Val di Fiemme per secoli, e ad oggi conta oltre 80 milioni di alberi nelle sue foreste, un patrimonio non indifferente per una valle di 20 mila abitanti.

Pensate che solo uno o due di  questi alberi ogni mille sono adatti a diventare strumenti musicali e Opere Sonore, e ogni albero necessita di una crescita lenta e regolare che dura oltre 150 anni. Ciò significa che l’attenzione dei “Fiammazzi” all’ecosostenibilità delle proprie attività è di esempio per tutto il mondo, e viene tramandata da secoli di padre in figlio.

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